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31.05.2018

31.05.2018 Articolo a cura di Redazione

Christian Boaro presenta: The Naked Truth

In esposizione @ PlasMA dal 20 maggio al 1 luglio

Christian Boaro espone una selezione di Polaroid scelte tra gli scatti che ha prodotto nel corso degli ultimi 10 anni. Un lavoro di ricerca su personalità, corpi e ossessioni minime in cui si concretizzano interessi che lo accompagnano da sempre. Alla base troviamo la passione per l'inusuale e per la sfida alle regole condivise di ciò che è bello. I soggetti fotografati vengono dalla strada, dai club, dai social o sono stati scovati da Boaro durante viaggi di lavoro o di piacere. Un susseguirsi di incontri che ha creato connessioni, scambi e network anche intercontinentale.

Questa mostra è il contenitore e le persone diventano protagoniste di un racconto. Nel rifiuto degli stilemi patinati della fotografia di moda classica l’occhio si sofferma sui dettagli che raccontano un’unicità, trasformando anche forme inconsuete o asimmetrie in imperfezioni auspicabili. Questo concept si evolve senza indugiare sulla necessità di dimostrare una teoria, vive anzi di una spontaneità dello sguardo autoriale che sembra ricercare una neutralità quasi documentaria. I soggetti raramente guardano in macchina e mai con vanità ostentata ma si offrono con leggerezza e una spontaneità garbata senza l’ingombro dei codici dell’abbigliamento o del make up.

Non dicono di sé più di quello che sono, nel linguaggio rarefatto del modo di sedersi, di poggiarsi una mano sul ginocchio, di inarcare la schiena. Donne e uomini cisgender e transgender, giovani e meno giovani, tatuati e non si succedono volutamente senza coerenza estetica o fili rossi che ne facciano una comunità, per rappresentare, idealmente, il mondo. Già nelle parole dell’autore, che definisce l’operazione-racconto come ‘normale, quasi banale’ si ritrova il senso di questa raccolta di immagini (continua e senza limiti pre o autoimposti): non una volontà di classificazione ma di cambio del paradigma di bellezza attraverso l’ampliamento dell’orizzonte e la moltiplicazione degli attori. Un elogio dell’unicità normale.

Come nel lavoro degli artisti di riferimento - Andy Warhol, Robert Mapplethorpe ma anche Carlo Mollino e Paolo Roversi - troviamo il paradosso della spontaneità e della cattura del momento in contrapposizione con i tempi lenti del medium: la Polaroid. Ogni scatto, unico, non riproducibile e non post-producibile dato il supporto, è un insieme di scelte tecniche e artistiche. E in queste scelte, nell’impostazione di tutte le variabili del sistema fotografico stanno la coerenza e il senso profondo del progetto. Nella tara tra caso, scelte, organizzazione e scarti troviamo la firma di Boaro, e la sua precisa definizione dei limiti all’interno dei quali si sviluppa ciò che chiamiamo ‘realtà’.

Press release: Jacopo Bedussi.

Plastic Modern Art, via Gargano 15.

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