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04.12.2018 Articolo a cura di GT

Il Camparino in Galleria con 103 anni di storia

L'aperitivo con vista sulla «Madunina»

Negli anni è stato frequentato, tra gli altri, da Vittorio De Sica ed Eduardo De Filippo. La leggenda narra che, negli anni '20, la primo soprano nipponica Tamaki Miura vi passasse per sorseggiare un Campari prima di salire sul palco del Teatro alla Scala e diventare Madama Butterfly. Il Camparino aprì nel 1915 con un impianto idraulico, per l'epoca avveniristico, che garantiva un flusso continuo di seltz ghiacciato fino al bancone di mescita.

In piazza del Duomo e con aff accio privilegiato sulla Galleria, è il luogo dove è nato il rito milanese per eccellenza, quello dell'aperitivo, rimasto da Camparino inalterato fino ad oggi ed impermeabile a mode e tendenze. Non è il bar dove chiedere un drink dal nome esotico o aspettarsi uno sterminato buffet, bensì un salotto in cui, serviti da camerieri in livrea, si può ammirare la Madonnina gustando uno Sbagliato, un Campari shakerato o un Negroni, accompagnati da olive, noccioline e dry snack.

Proprio quest'ultimo è stato rivisitato per creare un cocktail limited edition disponibile nel periodo natalizio: il Grand Negroni. Realizzato con Campari, Cinzano Vermouth Extra Dry e Grand Marnier al posto del gin, ha un gusto più morbido rispetto all'originale e viene guarnito con una scorza di arancia candita. Novità per le Feste è anche il panettone artigianale realizzato in esclusiva dall'Atelier Biasetto, farcito con gocce di cioccolato e arancia candita al Campari, disponibile in formato da 1 kg al prezzo di 38€.

A dicembre il locale sarà sempre aperto, chiuso solo a Natale e Capodanno, orario ridotto Vigilia e 31.



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