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Un castello che regna sulle notti della Costa Smeralda. Una discoteca unica dove passare le serate d'estate.

Le origini del locale

 

Il Ritual Club nasce nel 1970 dal sogno e dal genio dell’architetto Andrea Fiore, parmigiano d’origine, cresciuto e formatosi in Sud America e rientrato nel Bel Paese ispirato proprio dal progetto che aveva in mente per il locale di Baja Sardinia.

 

Andrea, conosciuto come Andres data la lunga permanenza in Sud America, acquistò il complesso comprendente la collina e le grotte naturali senza nemmeno farvi un sopralluogo ex ante, certo dello splendore che le terre, i profumi ed i colori sardi gli avrebbero garantito.

La Sardegna rappresentava per me la “cosa più buona”, quella che, come fanno i bambini, lasciavo per ultima nel piatto” racconta quasi commosso in una delle sue interviste.

Andres era un visionario, un esteta appassionato delle architetture più particolari ed avanguardiste ed aveva intravisto la possibilità di creare in quel castello abbandonato un locale unico per l’atmosfera senza tempo e la suggestione del panorama… ed aveva ragione.

 

Il Ritual si compone di nicchie e scalette, guglie e tane preziose scavate nella roccia ed è circondato da ulivi, mirti e cascatelle di acqua sorgiva, caratteristiche che gli conferiscono l’aspetto d’un tempio senza tempo. “Rappresenta per me un ritorno alla notte dei tempi. Tutti gli interventi apportati al terreno e alle grotte sono stati per l’appunto fatti senza mai perdere di vista il preesistente” racconta ancora il suo architetto-fondatore.

Quello che attende il turista alle porte di Baja Sardinia è una vera e propria immagine da cartolina, una straordinaria opera d’arte naturale ed in assoluta armonia con la natura circostante, come amava definirla Fiore “una scenografia e non un’opera architettonica, un esempio perfetto di architettura organica. Il paesaggio e l’opera umana appaiono naturalmente interconnessi, il Ritual sembra infatti sorgere spontaneamente dalla roccia e dalla vegetazione circostante.

Lo schema di costruzione a spirale scelto da Andres, carica inoltre la sua “creatura” di significati e simbologie esoteriche: ogni parte del locale deriva da uno studio ad hoc relativo alla sua posizione rispetto a paesaggio ed astri.

 

 

 

 

 

 

Andres sconvolse inoltre il mondo della notte del tempo creando un locale assolutamente unico non solo in termini stilistici, ma anche per il format scelto, nasceva con lui l’odierno concetto di discoteca: una location con tre differenti ambienti, di cui un giardino selvaggio e raffinato, la grotta e le terrazze, ove bere un drink e ballare ascoltando la buona musica di DJs non più confinati all’interno di apposite ed isolate guardiole, ma showman in consolle al centro delle piste a diretto contatto con gli ospiti, fulcro della discoteca.

Il Ritual Club nacque negli anni d’oro della Costa Smeralda, quando la Sardegna era già meta prediletta del turismo più elitario: il locale, in perfetta linea con il grande fermento culturale dell’epoca, registrò così sin dalla sua inaugurazione, il 6 Agosto 1970, un’enorme affluenza di teste coronate, intellettuali, artisti e personaggi illustri del mondo dello spettacolo, della finanza, della politica e della grande imprenditoria italiana ed internazionale.

Ricordo ancora quando nel 1975 il miliardario Stavros Niarchos, allora considerato l’uomo più ricco del mondo, diede al Ritual una delle sue memorabili feste con circa 200 fra gli ospiti più importanti al mondo” racconta Fiore in un’altra intervista.

Molti sono infatti i personaggi dai nomi altisonanti che hanno varcato le soglie del castello di granito della Costa Smeralda: l’armatore Aristotele Onassis e la moglie Jacqueline Kennedy, Carolina e Stéphanie di Monaco, i Rockfeller, la principessa Margaret d’Inghilterra, il comico Beppe Grillo, la showgirl Heather Parisi, l’attrice Gloria Guida, il principe Karim Aga Khan, esponenti delle famiglie Missoni, Marzotto, Donà Dalle Rose, Barbara Berlusconi e molti altri.

Luogo di piacere e contemplazione, punto di riferimento della vita notturna dell’isola, il Ritual Club deve ai suoi primi tre decenni di vita l’intramontabile e prestigiosa nomea che ancora oggi riveste il locale ed i suoi eventi di quell’allure di magia, storia e mistero di cui nessun altro club al mondo può godere.

 

 

 

 

 

 

Lo sviluppo

 

Andres Fiore scomparve nel 2003, lasciando la sua eredità nelle mani della moglie Jacqueline, la prima DJ donna italiana, della figlia Francesca Fiore e del compagno Sebastiano Piletti, che per quattro mesi l’anno lasciano l’amata Parma per trasferirsi sulle coste sarde.

 “Mio padre - racconta Francesca Fiore - ebbe per quei tempi un’idea davvero innovativa poiché il Ritual, al pari della Capannina di Forte dei Marmi, verrà per sempre ricordato come una delle prime discoteche d’Italia. E’ tuttora uno dei locali più noti del nostro paese dato il suo passato importante ed il passaggio di personaggi illustri che hanno reso nota questa parte dell’isola in tutto il mondo”. 

 

Oggi la clientela è divenuta sicuramente più varia ed eterogenea, i reali sono spariti, ma il castello della Costa Smeralda non ha certo perso il suo fascino antico ed è tuttora una delle discoteche più frequentate in assoluto da turisti e galluresi.

E’ stato un vero peccato per me non vivere quegli anni di splendore - continua Francesca con un po' di amarezza - Certi periodi non torneranno più, tuttavia è sempre con estremo orgoglio che parlo dell’opera di mio padre, mi accorgo di quanto le persone amino tuttora questo locale, per la sua unicità. Chiunque venga a farci visita al Ritual si porta a casa un caro ricordo, tanto allora quanto oggi”.

 

Il locale, aperto solo nei week end in Maggio, Giugno e Settembre, e tutte le sere invece nei mesi di Luglio ed Agosto, prevede una programmazione di serate anche molto diverse tra loro con l’obiettivo di alzare il livello musicale e di accontentare i gusti di tutti i turisti dell’isola: dall’elettronica all’hip hop, dalla commerciale al revival anni 70-80-90.

Molti sono i deejay famosi che hanno suonato al Ritual, come Martin Solveig, Loco Dice, Richie Hawtin, Barbara Tucker, Louie Vega e Kenny Carpenter dello Studio 54 di New York.

Un locale capace quindi d’incontrare i favori non più solo del jet-set ma anche dei giovani e d’un pubblico tanto italiano quanto internazionale.

 

Il locale presenta tre bar esterni avvolti nella natura e due piste, una con musica più ricercata all'interno della grotta ed una più commerciale all'esterno. “Le terrazze con vista sul Golfo di Cannigione e sul meraviglioso arcipelago della Maddalena vedranno per questa stagione 2018 delle belle novità” racconta Lorenzo Tutino, attuale Marketing Manager del club.

 

 

 

 

 

 

La stagione estiva 2018

Francesca e Sebastiano hanno sapientemente guidato l’evoluzione del Ritual Club dalla scomparsa del fondatore fino ai giorni nostri, bilanciando il mantenimento della tradizione con il cambiamento che il trascorrere degli anni e delle mode ha richiesto. “Abbiamo aperto le porte a stili musicali e d’intrattenimento differenti rispetto al passato – racconta Sebastiano Piletti – ma mantenendo l’eleganza e la raffinatezza che da sempre contraddistinguono il locale”.

Per la stagione estiva 2018, oltre ad un’eccellente selezione musicale e DJs di alto calibro tra cui i Resident C_Sky, Emanuele Vernarelli e Federico Inglese, sono previste alcune novità atte a sfruttare al meglio le potenzialità della struttura ed a far godere appieno ai suoi ospiti della magia e dello splendore dei panorami. Nei mesi di Luglio ed Agosto infatti le terrazze in mosaico del Ritual Club ospiteranno, nella serata del sabato, cene ed aperi-cene cantate, con il sottofondo musicale degli anni che resero grandi la Sardegna e la Costa Smeralda. Il Ritual Club si evolve senza mai perdere di vista le sue origini, anzi cercando di mantenere il fil rouge con il suo passato, con quelle sue radici nella bella Italia degli anni 70 e 80; non subisce il passare del tempo, anzi ne condiziona ancora le mode ed il motivo lo spiega con semplicità la figlia Francesca “È un castello di granito, piombo e ferro. E’ lì da sempre e sarà lì per sempre”.

 

 

 

 

 

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